La manovra finanziaria in vigore in Italia dal 31 dicembre 2021 e voluta dal governo Draghi, prevede agevolazioni fiscali, proroghe e aiuti a imprese e privati nel tentativo di aiutare l’economia italiana a risollevarsi. 

A ottobre 2021 si è registrato l’ottavo rialzo consecutivo dei ricavi dell’industria e i segnali sembrano finora mantenere un registro positivo. L’economia italiana sembra risollevarsi all’indomani della pandemia da Covid e la manovra finanziaria sembra volere proseguire la scia ottimistica. 

Investiti 8 miliardi nel taglio delle tasse

Con la manovra finanziaria 2022, le addizionali regionali e comunali all’imposta Irpef slittano a marzo. In questo modo si modifica il termine precedente, fissato al 31 dicembre 2021 e consente di adeguare le legislazioni regionali e delle Province autonome previste dalla legge di bilancio. 

Scendono da 5 a 4 le aliquote dell’imposta sulle persone fisiche. La manovra finanziaria, prevede inoltre un investimento dai 7 agli 8 miliardi nella riduzione del carico fiscale sui contribuenti italiani e sulle aziende. 

Degli 8 miliardi complessivi, 1 miliardo di euro è interamente dedicato all’abolizione dell’Irap, ovvero l’imposta regionale sulle attività produttive per i lavoratori autonomi esercenti attività come persone fisiche. Parliamo di liberi professionisti e ditte individuali: secondo le stime, oltre 800 mila contribuenti italiani, che vedranno un risparmio medio a fine anno di circa milleduecento euro. 

Prorogato di 3 anni, il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, già previsto per il 2022

Prorogato fino al 2025 il credito d’imposta per i beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0 acquisiti dal 2023 al 2025.  

“Il bonus sarà pari: al 20% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro; al 10%, per la quota oltre i 2,5 e fino a 10 milioni di euro; al 5%, per la quota oltre i 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi ammissibili, fissato a 20 milioni. Invece, per i beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali Industria 4.0, la misura del credito, confermata al 20% per il 2023, calerà al 15% nel 2024 e, ancora, al 10% nel 2025.”

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