Il 7 settembre 2021, Confindustria e BDI hanno rilasciato una dichiarazione congiunta volta a sottolineare i grandi sforzi del sistema imprenditoriale di questi ultimi anni e le necessità dell’industria per la transizione Green.  

Confindustria e BDI hanno dichiarato di sostenere fortemente il Green Deal europeo e di impegnarsi nella transizione verso un’economia neutrale dal punto di vista climatico. Secondo gli industriali italo tedeschi, la politica industriale dovrebbe orientarsi verso il raggiungimento di traguardi chiari e ben studiati, evitando che la produzione delle tecnologie destinate alla transizione energetica sia localizzata, come avvenuto nell’ultimo decennio, al di fuori dell’Europa. 

Una dichiarazione importante, che sottolinea come sia necessario un investimento pubblico e privato che vada ben oltre 300 miliardi di euro all’anno previsti dall’Ue. 

Secondo Confindustria e BDI, si renderà necessario un sostanziale e permanente incremento di investimento pubblico in nuove infrastrutture, edifici e trasporti anche in previsione dei cambiamenti nel prezzo del carbonio, e il sostegno ai privati dovrà essere inizialmente molto alto per incentivare la transizione verso un’industria sempre più sostenibile. La tesi sostenuta è infatti che un processo graduale e guidato dal mercato arriverebbe troppo in ritardo sulla tabella di marcia. 

Un punto di partenza importante

Con questa dichiarazione congiunta, insomma, Confindustria e BDI prendono una posizione forte. Esortano di fatto le istituzioni Ue a fornire nuove regole sugli aiuti di Stato per il Green Deal. Lo scopo? Consentire un sostegno pubblico più ampio sia a livello Ue che sul piano nazionale. 

Confindustria e BDI hanno sottolineato l’urgenza di un dibattito approfondito sul finanziamento della trasformazione, a proposito di NextGeneration o sul finanziamento della Bei, rivolgendosi alla politica nazionale ed europea. La richiesta alle istituzioni europee è dunque di fissare obiettivi chiari di politica industriale, “stabilire piani d’azione sui temi più cruciali e applicare gli strumenti politici derivanti dal finanziamento nei programmi dell’Ue, inserendoli in un contesto normativo favorevole e all’interno di strutture adeguate alle reti e alla governance”.

Una dichiarazione congiunta insomma, che guarda al futuro dell’industria con speranza, per dar nuova forza all’Europa che sembra emergere ora dalle difficoltà derivanti dal periodo Covid.