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Manovra finanziaria: tutti i vantaggi per imprese e industrie

La Manovra finanziaria 2022, già in vigore dal 1 gennaio 2022, prevede una serie di vantaggi e una proroga del sostegno alle imprese già in atto dal 2021. 

Di seguito tutti i passaggi della Legge dedicati alle imprese ripresi dalla rivista online dell’Agenzia delle Entrate, Fisco Oggi:  

Tax credit beni strumentali

Prorogato di tre anni, fino al 2025, e rimodulato il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi, già previsto fino a tutto il 2022. Per i beni materiali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0 acquisiti dal 2023 al 2025, il bonus sarà pari: al 20% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro; al 10%, per la quota oltre i 2,5 e fino a 10 milioni di euro; al 5%, per la quota oltre i 10 milioni di euro e fino al limite massimo di costi ammissibili, fissato a 20 milioni. 

Invece, per i beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) connessi a investimenti in beni materiali Industria 4.0, la misura del credito, confermata al 20% per il 2023, calerà al 15% nel 2024 e, ancora, al 10% nel 2025.

Bonus ricerca e sviluppo

Prorogati e rimodulati, con tempistiche, misure e limiti massimi differenziati in funzione del tipo di investimento, i crediti d’imposta per: attività di ricerca e sviluppo (nel 2022 è pari al 20%, con limite di credito fissato a 4 milioni di euro; dal 2023 e fino al 2031 scende al 10%, nel limite annuale di 5 milioni di euro); attività d’innovazione tecnologica e di design e ideazione estetica (fino al 2023 è pari al 10%, negli anni 2024 e 2025 scende al 5%, con limite annuale, unico, di 2 milioni di euro). 

Altre attività innovative per obiettivi di transizione ecologica o innovazione digitale 4.0 (nel 2022 è pari al 15%, con limite di 2 milioni di euro; nel 2023 scende al 10%, con limite di 4 milioni di euro; negli anni 2024 e 2025 cala ulteriormente al 5%, sempre con limite annuale di 4 milioni di euro).

Bonus quotazione delle Pmi

Esteso al 31 dicembre 2022 il credito d’imposta del 50%, introdotto dalla legge di bilancio 2018, per le spese di consulenza sostenute dalle piccole e medie imprese per l’ammissione alla negoziazione su mercati regolamentati o sistemi multilaterali di negoziazione europei. 

L’importo massimo del bonus è ridotto da 500mila a 200mila euro.

Incentivi per le aggregazioni tra imprese

Allungata di sei mesi, fino al 30 giugno 2022, la disposizione della legge di bilancio 2021 che, per incentivare i processi di aggregazione realizzati attraverso fusioni, scissioni o conferimenti d’azienda, consente al soggetto risultante dall’operazione di trasformare in credito d’imposta una quota di attività per imposte anticipate (Dta) riferite a perdite fiscali ed eccedenze Ace.

Viene, però, introdotto un nuovo tetto in valore assoluto (500 milioni di euro) alle Dta trasformabili in credito d’imposta; pertanto, il limite è ora rappresentato dal minore importo tra 500 milioni e il 2% della somma delle attività dei partecipanti alla fusione o alla scissione ovvero il 2% della somma delle attività oggetto di conferimento. 

Contestualmente è anticipata di un anno, al 31 dicembre 2021, la cessazione del “bonus aggregazioni” introdotto dal “decreto Crescita” che, per tali operazioni, ha consentito il riconoscimento fiscale gratuito dell’avviamento e del maggior valore attribuito ai beni strumentali, fino a cinque milioni di euro.

Credito d’imposta per il Mezzogiorno

Modificata la disciplina – contenuta nella legge di stabilità 2016 – del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno: lo scopo, adeguare la mappa dei territori beneficiari alla nuova Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. Ne consegue, in particolare, che agli investimenti in Molise potrà applicarsi un’intensità di credito superiore rispetto a quella usata fino a oggi.

Agevolazioni fiscali per eventi sismici

Esentate, per il 2022, dal canone unico di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria e dal canone unico per l’occupazione nei mercati, le attività con sede legale od operativa nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi dal 24 agosto 2016.

I redditi dei fabbricati ubicati in quelle stesse zone, se distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero per inagibilità adottate entro il 31 dicembre 2018, sono esenti dall’Irpef e dall’Ires anche nel 2021 (l’agevolazione era scaduta nel 2020) nonché dall’Imu fino al 31 dicembre 2022 (l’esenzione precedente arrivava al 31 dicembre 2021).

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