Credito d’imposta a supporto della trasformazione digitale delle imprese, il Bonus Formazione 4.0 è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017) relativo al Piano Nazionale Industria 4.0 e definito dal Decreto Interministeriale 4 maggio 2018. 

L’incentivo è stato confermato per il 2021 ed esteso nell’ambito del Piano Nazionale Transizione 4.0. Al credito hanno possibilità di accesso tutte le imprese con sede in Italia, indipendentemente dalla natura giuridica o dal settore economico di appartenenza. I requisiti: il rispetto della normativa in ambito di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e una regolare posizione nel versamento dei contributi assistenziali e previdenziali dei lavoratori. 

Quali attività formative sono coinvolte?

Lo scopo dell’incentivo sarebbe quello di offrire una possibilità di formazione e consolidamento delle competenze nell’ottica dello sviluppo dell’industria 4.0. Dipendenti e lavoratori avrebbero dunque l’occasione per rafforzare le proprie conoscenze relative agli apparati tecnologici dell’industria. Al fine di beneficiare del credito d’imposta 4.0, le industrie dovranno sottoporre ai propri collaboratori delle attività formative relative allo IOT, ovvero Internet of Things: in altre parole, attività strettamente correlate allo sviluppo digitale e tecnologico dell’impresa. 

Fra le altre attività, beneficeranno del bonus, ad esempio, i dipendenti formati in ambito di big data, formazione sul cloud e sull’analisi dei dati. Oltre all’Internet delle cose, naturalmente, ma non solo: anche la formazione in ambito di simulazioni cibernetiche, prototipazione rapida, stampa 3D e robotica avanzata beneficiano del credito d’imposta “Formazione 4.0”.

 Aliquote e massimali

Proprio il 16 marzo 2021  il MISE ha pubblicato un approfondimento sulle aliquote e i massimali previsti dal credito d’imposta su base annua: un’aliquota del 50% con un massimale di 300.000 euro per le piccole imprese; un’aliquota del 40% con un massimale di 250.000 euro per le medie imprese; e il medesimo massimale per grandi imprese ma con con un’aliquota del 30%. L’aliquota aumenta inoltre al 60% in  casi in cui i corsi di formazione vengano tenuti da dipendenti svantaggiati, così come definiti dal decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 17 ottobre 2017.

Un’occasione per agevolare la transizione ecologica e lo sviluppo di un’industria sempre più smart. L’obiettivo? Un’ottimizzazione della supply chain e un modello di business sempre più orientato all’economia circolare. Per guardare al futuro dell’industria, oggi. 

Translate